VUOI SCOPRIRE IL TUO STILE COGNITIVO E IL TUO STILE DI APPRENDIMENTO?

DATA PUBBLICAZIONE: 06/04/2020

Ti sei mai chiesto perché apprendiamo in modo diverso? Magari un tuo amico apprende facilmente ascoltando (uditivo), un altro leggendo o scrivendo (visivo-verbale) oppure guardando immagini, grafici, video (visivo-non verbale) e tu invece apprendi in maniera significativa solo quando fai esperienza diretta (cinestetico).
Affinché l’apprendimento sia significativo ci deve essere una partecipazione attiva del soggetto che comprende le informazioni che giungono dall’esterno, le confronta con le proprie conoscenze, le integra costruendo così le proprie abilità e competenze. La partecipazione attiva del soggetto si ha quando lo stesso ha piena consapevolezza dei propri canali preferenziali e delle modalità con cui apprende meglio.
Partiamo da una premessa: definire il proprio stile di apprendimento o il proprio stile cognitivo non serve ad etichettare ciascuno di noi, incasellandolo in una categoria specifica, ma ci serve a definire il nostro profilo personale, puntando sulle proprie peculiarità e inducendo ad un’attenta analisi che ci orienterà verso la scelta di strategie di studio volte all’apprendimento attivo e significativo.
La definizione di stili di apprendimento si differenzia da quella di stili cognitivi.


Gli stili di apprendimento indicano la tendenza di una persona a preferire un certo modo di apprendere ed in particolare la modalità con la quale si percepiscono prevalentemente le informazioni per svolgere compiti legati all’apprendimento, attraverso la quale si scelgono e mettono in atto comportamenti e strategie (Cadamuro, 2004).
Pertanto in base al canale sensoriale preferenziale con la quale vengono recepite le informazioni parliamo di:
- Stile visivo-verbale preferenza per la letto-scrittura;
- Stile visivo-non verbale preferenza per immagini, disegni, fotografie, mappe, video, grafici;
- Stile uditivo privilegia l’ascolto;
- Stile cinestetico predilige attività concrete (esperienza diretta).


Invece, quando parliamo di stili cognitivi, alludiamo alla modalità prevalente con quale il soggetto elabora l’informazione (Boscolo, 1981).
Esistono diversi tipi di stili cognitivi contrapposti:
- Globale/analitico
o Globale: percezione d’insieme di un aspetto;
o Analitico: percezione dettagliata di un argomento;
- Sistematico/intuitivo
o Sistematico: adotta un ragionamento graduale, prendendo in esame le singole variabili;
o Intuitivo: adotta un ragionamento che procede per ipotesi che cerca di confermare o confutare;
- Verbale/visuale
o Verbale: utilizza strategie di memorizzazione che tengono conto dell’aspetto verbale, come riassunti, associazioni verbali;
o Visuale: utilizza strategie di memorizzazione che coinvolgono immagini mentali, legami e rappresentazioni grafiche;
- Impulsivo/riflessivo
o Impulsivo: ha tempi decisionali molto bassi ed è più flessibile;
o Riflessivo: ha bisogno di pianificare le diverse fasi con tempi decisionali che si allungano;
- Dipendente/indipendente:
o Dipendente: è fortemente influenzato dai dati che gli vengono forniti;
o Indipendente: è più portato ad avere un suo punto di vista ed è più flessibile;
- Convergente/divergente
o Convergente: si basa sulle informazioni a disposizione e giunge ad una linea convenzionale (prevedibile);
o Divergente: parte dall’informazione fornita per procedere in modo creativo e autonomo, dando luogo a risposte originali, a cui nessuno aveva pensato prima.


Dunque, gli stili indicano solo delle propensioni all’uso delle personali abilità e pertanto non possiamo dire che uno stile sia migliore di un altro, ma soltanto che sia diverso.
E tu che stile hai? Vuoi scoprirlo?
Saremo a tua disposizione, anche attraverso modalità online, per aiutare te o tuo figlio.

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